Parlano di noi su ARPAT News “Cambiamenti climatici e agricoltura: come reagire?” (24 novembre)

Posted by on nov 28, 2017 in Convegni, News, Stampa | commenti

“Acqua, suolo e ambiente – Gestione tutela e salvaguardia del territorio” – Iniziativa della CIA a Grosseto sui cambiamenti climatici e loro effetti in agricoltura.

Il Convegno dal titolo “Acqua, suolo e ambiente – Gestione tutela e salvaguardia del territorio”, organizzato dalla Confederazione Italiana agricoltori (CIA) al Polo Universitario di Grosseto per celebrare i 40 anni di vita, è stata l’occasione per fare il punto sulle emergenze determinate dai cambiamenti climatici in Provincia di Grosseto e in tutta la Toscana.

(…) Marco Mancini, Direttore della Fondazione Clima e Sostenibilità (FCS), nel suo intervento ha indicato la via da seguire per fronteggiare e gestire i cambiamenti climatici e i suoi effetti in agricoltura; ha introdotto la riflessione su un nuovo modello di sviluppo “low carbon”, capace di programmare azioni di adattamento e mitigazione in grado di reagire e anticipare gli impatti severi dei mutamenti climatici; le prime, mirate a rafforzare la resilienza ai cambiamenti climatici, necessariamente complementari alle seconde per ridurre le emissioni di gas a effetto serra.

Il professore, mostrando i dati dell’Istituto Lamma sulle quantità e caratteristiche delle precipitazioni in Toscana nel lasso di tempo 1955-2017, ha evidenziato come le piogge, se raccolte, avrebbero potuto essere utilizzate per irrigazioni di soccorso all’agricoltura e come la risorsa acqua nella nostra regione potrebbe essere sufficiente ad evitare o mitigare, nel futuro, gli effetti negativi correlati ai periodi di siccità. (…)

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Bando di concorso per una Borsa di Studio nell’ambito del Progetto GRAnt

Posted by on ott 27, 2017 in GRAnt, News | commenti

La Fondazione per il Clima e la Sostenibilità, nell’ambito del progetto integrato di filiera “Grani antichi nuove tecniche di coltivazione” (GRAnt), bandisce una borsa di studio dal titolo: “Messa a punto del modello di coltivazione rappresentativo per la produzione di frumento Verna in coltivazione biologica e convenzionale e prima elaborazione dei dati rilevati nelle singole aziende”.

Il concorso ha l’obiettivo di proporre uno studio sul sistema di produzione del frumento antico di varietà Verna, con particolare riferimento all’areale di produzione toscano e di valutarne gli impatti ambientali sia con il sistema di coltivazione convenzionale sia biologico. In particolare sarà necessario impostare le modalità di rilievo dati e definire lo schema di analisi al fine di fornire i valori necessari all’elaborazione dell’LCA. Per questo si richiedono competenze agronomiche e di analisi degli impatti climatici ed ambientali connessi alle coltivazioni.

SCARICA IL BANDO DI CONCORSO COMPLETO

SCADENZA 15 NOVEMBRE 2017

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Parlano di noi su “Dimensione Agricoltura” (Numero 10-2017)

Posted by on ott 27, 2017 in News, Stampa | commenti

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Grazie a CIA Toscana

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Convegno “Acqua, suolo e ambiente. Gestione, tutela e salvaguardia del territorio” (28 settembre)

Posted by on set 26, 2017 in Convegni, News | commenti

Convegno “Acqua, suolo e ambiente. Gestione, tutela e salvaguardia del territorio”
28 SETTEMBRE 2017, ore 9.30
Grosseto (Aula Magna Polo Universitario in via Ginori 43)
organizzato da Cia Grosseto e Cia Toscana 

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Convegno “Cambiamenti climatici, pratiche agricole: Quali effetti sull’apicoltura?” (9 settembre)

Posted by on ago 30, 2017 in Convegni, News | commenti

MONTALCINO STA CON LE API

SABATO 9 SETTEMBRE, ore 9.30
TEATRO DEGLI ASTRUSI, MONTALCINO (SIENA)

“Cambiamenti climatici, pratiche agricole: Quali effetti sull’apicoltura?”
“Apicoltura e salute”

PROGRAMMA COMPLETO

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“Tornare a utilizzare le botti di castagno per l’affinamento di vini moderni” (WineNews)

Posted by on mag 23, 2017 in News, PROVACI, Stampa | commenti

Tornare a utilizzare le botti di castagno, fino a pochi decenni fa largamente impiegate nell’enologia toscana e italiana più in generale, e oggi sostituite da quelle in rovere francese, per l’affinamento dei vini moderni. È la scommessa di Luigi Cappellini, proprietario del Castello di Verrazzano, con il Chianti Classico Gran Selezione Valdonica 2015, un 100% Sangiovese affinato in botti di castagno dei boschi del Chianti, presentato oggi in anteprima a Firenze, all’Accademia dei Georgofili (dov’era presente, tra gli altri, del direttore dimissionario del Consorzio del Chianti Classico, Giuseppe Liberatore).
La scelta di tornare a usare botti di castagno, ha spiegato Cappellini, “rappresenta un segno di distinzione e di tradizione. Ci poniamo nelle condizioni di migliorare la piacevolezza dei prodotti e ultimo, ma non ultima, porli in relazione con la complessità della civiltà contadina, ormai quasi abbandonata, e legarli ai vari saperi e a tutte le altre specificità agricole della zona. Così – continua il proprietario di Castello di Verrazzano – abbiamo deciso di provare ad affidare l’invecchiamento di una parte della nostra produzione al contatto con questo legno che condiziona il gusto del vino e lo caratterizza fortemente. Perché si parla di vini a km 0 ma poi le botti arrivano da fuori, anche dall’estero. Abbiamo creduto così nelle potenzialità di un vino affinato nel castagno locale”.

L’idea di impiegare botti di castagno ha preso il via da un progetto, curato dall’Accademia dei Georgofili, nel quale si sottolineava come fino ai primi decenni del Novecento, il Chianti Classico veniva stoccato in botti di legno del territorio. Da qui il progetto di valorizzazione della produzione legnosa dei boschi del territorio (“Provaci”) svolto dalla Fondazione per il Clima e la Sostenibilità con il contributo dell’Ente Cassa di risparmio di Firenze e presentato all’Accademia dei Georgofili. Allora, venne evidenziato come i boschi di castagno e roverella dell’area del Chianti Classico (la superficie boschiva è di 48.000 ettari) possono produrre due milioni di tonnellate di legname derivante e, solo nel caso del castagno, da ogni ettaro possono essere ricavati 120 metri cubi di legname, una quantità significativa, che aumenterebbe di valore e allo stesso tempo favorirebbe uno sviluppo occupazionale legato alla produzione di queste attrezzature per le cantine.

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