Progetto FACS (2018-2021)

Frumenti Antichi e Coltivazioni Sostenibili (FACS) 

L’obiettivo del progetto è di valutare l’effetto di alcune tecniche di coltivazione biologica in vecchie varietà/popolazioni di frumenti teneri e duri al fine di ottimizzare la tecnica di coltivazione. Nello specifico la valutazione delle risposte produttive delle 9 varietà/popolazioni a pratiche agronomiche moderne: 2 differenti livelli di fertilizzazione fosfatica, 3 differenti livelli di fertilizzazione azotata, 2 differenti livelli di fertilizzazione solfatica e 2 differenti livelli di densità di semina. Altro principale obiettivo è la definizione dell’influenza delle tecniche agronomiche e del pedoclima sulle caratteristiche qualitative quali proteine, polifenoli. Il rapporto costi benefici va inquadrato all’interno di un’esperienza pilota i cui risultati saranno utilizzabili da tutti i coltivatori di frumenti antichi dell’areale di produzione. Il diffondersi della pratica agronomica migliore per la coltivazione di grani antichi sarà garantita dalla disseminazione dei risultati del progetto ed in maniera ancora più efficace dal scambio diretto di esperienze che si ha normalmente fra coltivatori di un areale. Dal un punto di vista più generale occorre sottolineare che l’attuale produzione di frumento, in zone con marginalità produttiva e conseguentemente economica, quali le aree collinari toscane soggette a siccità, è messa a repentaglio senza una soluzione alternativa. Per questo la valorizzazione di prodotti quali farine, pasta, ottenuti con metodi ecocompatibili e virtuosi dal punto di vista salutistico risulta una formula vincente anche se solamente per la nicchia produttiva di ristretti areali. Il progetto d’innovazione propone una sperimentazione per la coltivazione biologica dl frumento. La coltivazione in biologico nella sua natura è volta alla salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità, nel caso specifico si ripropone l’impiego di vecchi germoplasmi frutto di millenni di addomesticamento ed ora a rischio di scomparsa. Le azioni di sperimentazione proposte sono volte a valutare l’efficienza d’uso di input di coltivazione, quali fertilizzanti e semente, da una parte al fine di ridurre l’impatto delle coltivazioni sull’aumento dei gas serra, dall’altro per modulare la pratica agronomica sulla base della variabilità meteo climatica e quindi per adattare le nostre consuetudini di coltivazione.